ANCORA SUL RISCHIO ALIMENTARE…

Provenienza sconosciuta, o distanza, possono nascondere anche qualcosa di nocivo, o di contaminato.

Soprattutto in fragole, ananas, mais, tè verde, sono stati trovati vari livelli di tossicità, quindi questi prodotti andrebbero presi solo se siamo sicuri al 100% della loro provenienza e trattamento subìto.

Bisognerebbe prediligere prodotti locali, km zero; fare amicizia con i produttori della propria zona. Oppure c’è da fare molta attenzione alla provenienza, perché i prodotti più trattati lungo la filiera sono quelli che provengono dall’estero…Acquistare DOP (indicazione di origine protetta) al supermercato dà qualche garanzia in più, attenzione alle sigle quindi; le DOP danno una certa sicurezza di provenienza italiana. I prodotti IGP (indicazione geografica protetta) invece ad esempio, non garantiscono che tutto il processo produttivo si sia svolto in Italia, e comunque persino parte della materia prima può provenire da altre zone.

I vini IGT (indicazione geografica tipica) provengono per almeno l’85% dal luogo indicato.

Pesticidi e contaminanti sono stati rinvenuti in diversi alimenti, anche in alte concentrazioni, che poi sono stati comunque richiamati onde evitare rischi biologici.

Fra i prodotti più famosi, anche ritirati dal mercato possiamo ricordare il sesamo e lo zenzero, spesso contaminati dall’ossido di etilene, così come alcune barrette energetiche.

Anche gli idrossiantraceni, spesso purtroppo si trovano negli integratori alimentari a base di Aloe (si trovano nella foglia, nella parte esterna).

Pesticidi oltre i limiti rinvenuti persino nelle bacche di Goji e Salmonella nei salami, mercurio nel pesce (in certi casi salmonella o istamina) e Listeria nella carne (a volte anche solfiti).

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